lunedì 15 aprile 2013

TRADIZIONE SALERNITANA IN LUTTO: È MORTO DON CICCIO IL PASTICCIERE

di Rosanna Gentile

“È venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Francesco Alfinito, Maestro Pasticciere”. Così recita il manifesto funebre che pone un punto a una lunga storia d’amore, quella di Don Ciccio e i suoi dolci. Aveva 91 anni quando, nelle prime ore del pomeriggio di sabato, il suo cuore ha smesso di pulsare. Quasi un secolo di vita, in lunga parte trascorsa nei laboratori di Pantaleone, la storica pasticceria sita nel centro antico di Salerno. Sempre sorridente, spesso canterino, Don Ciccio, come lui stesso mi raccontò qualche anno fa nell’ambito di una preziosa intervista, cominciò a dedicarsi all’arte dei dolci quando era poco più che un bambino e da allora non ha mai smesso, neanche quando l’avanzare dell’età lo costrinse alla pensione. Perché per lui creare zuccherine delizie era qualcosa di più di una passione, naturale come respirare.
Ricordava gli anni da Pantaleone con infinita malinconia, perché prima tutto era più semplice, a partire dai clienti, con i quali instaurava un rapporto diretto e confidenziale. “Il cliente – raccontò - poteva scegliere i prodotti appena sfornati direttamente dalle teglie, nel laboratorio. A volte i dolci andavano a ruba prima ancora di arrivare nelle vetrine espositive. Ora non è più permesso far entrare nel laboratorio i clienti, per igiene, ma onestamente era più bello”.  Ironico e dal cuore d’oro, con tanta pazienza ripercorse con noi i tempi che furono e vogliamo ricordarlo con una frase semplice ma che la dice tutta su di lui: “Preparavo dolci di ogni specie e qualità: il babà piccolo, lo sciù bianco, quello rosa, le zeppole bignè e tanti altri. Il più venduto era la zuppetta a pasta, il miglior dolce con la ricotta di Salerno, ma era famoso anche il Mont Blanc, con la panna e le castagne. Tutti i dolci li preparavamo con le mani, senza macchinari, perché con le macchine non vengono bene”.

Nessun commento:

Posta un commento